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Newsletter n° 5 - Novembre 2014 facebook.jpgtwitter.jpgyoutube.jpggoogleplus.jpg
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icona-penna.jpgL'intervento Crisi, licenziamenti e chiusure: un anno da dimenticare

Il 2014 sarà ricordato come l’annus horribilis del nostro settore. Sicuramente peggiore del 2013 che è stato difficile per l’intero comparto comunicazioni (tlc, radio e tv, editoria e internet, sevizi postali) e che ha segnato nel complesso un calo del 9% dei ricavi rispetto al 2012, scesi a quota 56,1 miliardi di euro.
Negli ultimi mesi abbiamo assistito a uno stillicidio di chiusure: dopo “Europa” e “l’Unità” ora è il turno della “Padania”. Il primo dicembre scatterà la cassa integrazione per i 14 giornalisti e i 5 tipografi dell’organo della Lega nord. Anche “il manifesto” – qualora non riuscisse a raccogliere i fondi con la sottoscrizione popolare - è destinato a scomparire dalle edicole. Abbiamo parlato di quattro testate storiche, ma non dobbiamo dimenticare i mille  colleghi di altre realtà che nell’anno in corso hanno perso il lavoro.
Un rischio che continua a pendere come la spada di Damocle sulla testa di dipendenti e collaboratori delle emittenti private.
Sembra ormai certo, infatti, lo slittamento al 2015 dell'erogazione dei 65 milioni e 859 mila euro destinati alle emittenti locali come contributo previsto dalla legge 448/1998. E’ una cosa grave e inaccettabile. In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo il pagamento "fuori tempo massimo" dei contributi costituirebbe il colpo di grazia per decine di televisioni areali con la conseguente perdita di centinaia di posti di lavoro.
Molte società chiuderanno e ricorreranno al concordato preventivo per evitare il fallimento.
Il provvedimento che darebbe una boccata di ossigeno a 500 tv private e a diecimila lavoratori è in attesa di una semplice firma, quella del sottosegretario di Stato allo Sviluppo economico. Invece il piano di riparto tra le diverse regioni dello stanziamento relativo ai contributi 2013 è inspiegabilmente bloccato (non sappiamo se per lungaggini burocratiche, errori procedurali o mancanza di fondi) tra la Ragioneria di Stato, la Corte dei Conti e il Ministero dello Sviluppo economico. Se i contributi (che dovevano essere erogati prima a giugno e poi a settembre) non arriveranno, i danni saranno irreparabili e porteranno alla distruzione dell'informazione televisiva locale.


Paolo Pirovano
Segretario nazionale Ordine dei Giornalisti


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Formazione
Formazione: raccomandazioni importanti

Sono stati segnalati vari casi di difficoltà di registrazione alla piattaforma S.I.Ge.F. per mancato riconoscimento di codici fiscali o e-mail: in caso di discordanza o non riconoscimento dei dati è necessario innanzitutto verificarli con l’Ordine regionale di appartenenza che ha provveduto al caricamento delle anagrafiche degli iscritti all’Albo e che potrebbe aver caricato dati anagrafici non aggiornati dagli utenti o imprecisi. Anche nel caso si vogliano variare i recapiti e-mail si deve fare sempre riferimento all’Ordine di appartenenza.

Per quanto riguarda gli aggiornamenti relativi ai crediti conseguiti si fa presente che essi vengono effettuati dai Consigli regionali dell’Ordine e dal Cnog solo per i corsi di competenza (es. corso on-line di deontologia). Sono, tuttavia, necessari tempi tecnici che in questa fase iniziale del sistema sono maggiori.

Si ricorda poi che possono essere riconosciuti crediti formativi soltanto per gli eventi accreditati dal Consiglio nazionale e pubblicati nella piattaforma e non per singoli eventi indicati dai giornalisti. La richiesta di attribuzione crediti al Cnog può pervenire esclusivamente dagli Ordini regionali o da Enti terzi che abbiano seguito l’iter di approvazione previsto dal ministero.

Le domande riguardanti le esenzioni dall’obbligo formativo o l’attribuzione di crediti per docenze o pubblicazioni di volumi vanno sempre inoltrate all’Ordine regionale di appartenenza.

Una questione particolare: il vigente regolamento prevede l’obbligo di conseguire nel triennio formativo almeno 15 crediti all’anno. Indipendentemente, quindi, dal totale dei crediti conseguiti nel triennio, che deve essere pari a 60, l’iscritto è comunque tenuto ad osservare il minimo annuale. In altri termini, se nel primo anno ha conseguito 25 crediti, nel secondo sempre 25, il terzo anno dovrà comunque ottenere 15 crediti, non essendo ammessa la compensazione con i maggiori crediti conseguiti in precedenza.
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icona-palazzo.jpgEventi 2014, l'anno della radio

Il 2014 è l’anno della radio. Ricorrono infatti il 140° della nascita di Guglielmo Marconi, il 90° della radiofonia italiana e il 40° compleanno delle radio private.  E anche nel territorio di Reggio Emilia non sono mancati gli spunti per ricordare il ruolo della radio, la sua evoluzione e immaginarne, per quanto possibile, il futuro, come mezzo di comunicazione davvero per tutti.
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images.jpgIntervista Il fotogiornalismo digitale nell'era del "selfie"

Facciamo una foto! Poi domani te la invio... Ormai scattare, ai tempi del digitale, è la cosa più facile del mondo. Metti la foto in una chiavetta, o la trasmetti direttamente col cellulare o il tablet. Poi va su Facebook o Twitter e fa il giro di tutti gli amici e dei followers. 
Foto banali di una festa di compleanno. Ma anche di un concerto, di un tramonto, di una nevicata, di un incidente, di un avvenimento sportivo, di un fatto di cronaca. Pensate all'alluvione di Genova e di Carrara, oppure a uno scontro di ultras o dimostranti. Quello recente di Roma, per esempio, tra gli operai di Terni e la polizia. Foto e video hanno fatto il giro di tutte le redazioni e dei telegiornali.
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Sentenze

Diffamazione, il bavaglio del Senato

Sono passati 30 anni dalla storica sentenza della Cassazione sul "decalogo del giornalista", cioé sui limiti al diritto di cronaca, che aprì le porte al giudizio civile di risarcimento danni a prescindere dalla querela in sede penale.
E dopo sei lustri il Senato della Repubblica, a fine ottobre, ha perso la grande occasione di tutelare il diritto dei cittadini ad avere una informazione libera, rispettosa della verità e delle persone. Si è limitato, per non incorrere nelle sanzioni dell'Europa, ad eliminare il carcere per i giornalisti. Ma l'insieme delle norme mantiene tutto l'effetto intimidatorio con la previsione di una sanzione che può arrivare a 10.000 euro in caso di un errore.
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icona-radar.jpgNew media Boldrini chiede una mozione unitaria sulla “Carta dei Diritti di Internet”

Una mozione parlamentare, più unitaria possibile, per impegnare il governo a promuovere la Carta dei diritti di Internet a livello internazionale, in modo che ispiri una convenzione mondiale capace di coinvolgere anche gli altri Paesi. È l' obiettivo, da raggiungere entro la fine del semestre di presidenza europeo dell'Italia, proposto da Laura Boldrini, presidente della Camera, nel corso di Eta Beta, il programma sull'innovazione di Radio1 Rai. Dal 27 ottobre la bozza della Dichiarazione è online e tutti i cittadini interessati potranno contribuire con suggerimenti alla redazione del documento. La consultazione durerà quattro mesi.

 
images.jpgIntervista Diritto all’oblio, questo (s)conosciuto…

Diritto all’oblio e Google, un connubio a dir poco esplosivo. Soprattutto in un periodo in cui l’evoluzione digitale domina tutti i campi e la notizia (di qualsiasi tipo essa sia) è sempre piu’ a portata di click. E di social. C’è quindi chi chiede di essere cancellato dai motori di ricerca on line per motivi di privacy, per precedenti condanne penali o per altro ancora. In una parola, per le piu’ svariate motivazioni.
Ma in concreto, cos’è questo ‘diritto all’oblio’? In campo giurisprudenziale rappresenta una sorta di garanzia che prevede la non diffondibilità, senza particolari motivi, di  precedenti che pregiudicano l'onore di una persona. 
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Professione

Centinaia di giornalisti minacciati in Italia

I cronisti impegnati in prima linea, sul fronte interno delle mafie, del terrorismo, degli affari illeciti, o suifronti di guerra o nelle missioni internazionali, corrono molti rischi. A volte subiscono agguati, minacce,ritorsioni. In casi estremi rimangono uccisi. Dal 2000 al 2013 sono stati uccisi 1198 giornalisti impegnati nel loro lavoro in vari paesi. Nel 2014 si contano finora 73 vittime.
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Professione
Americhe, la libertà di stampa fa un passo indietro

La libertà di stampa è peggiorata in tutto il continente americano. Lo sostiene un rapporto redatto dall’Associazione interamericana della stampa (Iapa) che ha sede a Miami e che difende i diritti dei giornalisti in Canada, negli Stati Uniti e in America Latina. C’è stato un notevole aumento nella censura diretta e indiretta e negli attacchi fisici ai giornalisti. La violenza condotta dal crimine organizzato, dai trafficanti di droga e da gruppi di sicurezza agli ordini di diversi governi della regione ha lasciato un bilancio di undici giornalisti morti.
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icona-typewriter.jpgCronache della Storia


Frammenti di storia del giornalismo

1763 - "La Frusta Letteraria di Aristarco Scannabue"
Ispirandosi a "The Spectator", il giornale inglese capostipite del giornalismo letterario europeo, Giuseppe Baretti fond&oograve; nel 1763, a Venezia, "La Frusta Letteraria di Aristarco Scannabue", per opporsi al "flagello dei cattivi libri, che si vanno da molti anni quotidianamente stampando in tutte le parti della nostra Italia, e il malgusto di cui l’empiono, e il perfido costume che in esse propagano". Era un giornale soprattutto di "stroncature". A "parlare", in ogni pagina, era Aristarco Scannabue, un vecchio soldato con "una lunga scimitarra al collo e un gran paio di mustacchi sotto il naso", tornato in patria con Macouf, suo schiavo turco, che massacrava libri discorrendo col curato del suo villaggio, Don Petronio Zamberlucco.
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icona-radar.jpgNew media

Una nuova disciplina: il “Drone journalism”

“Chi ha rivelato Roma ai romani è stato un non romano, un veneto, Silvio Negro, capo della redazione romana del Corriere della Serae vaticanista di fama europea”, scrive Stefano Malatesta nell’introduzione a “Roma, non basta una vita” (opera ora riproposta dall’editore Neri Pozza), libro postumo che segna una svolta importante tra i cultori della “romanità”.
Malatesta, nel presentare il libro, ricorda che Negro ha compiuto un’opera di rilievo, innalzando a livello letterario l’aneddotica romanesca e dando una patente di nobiltà agli scritti sulla capitale, senza mai cadere nel genere dialettale.

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icona-libro.jpgSullo scaffale

Silvio Negro, un giornalista veneto, tra Vaticano e Roma

“Chi ha rivelato Roma ai romani è stato un non romano, un veneto, Silvio Negro, capo della redazione romana del Corriere della Serae vaticanista di fama europea”, scrive Stefano Malatesta nell’introduzione a “Roma, non basta una vita” (opera ora riproposta dall’editore Neri Pozza), libro postumo che segna una svolta importante tra i cultori della “romanità”.
Malatesta, nel presentare il libro, ricorda che Negro ha compiuto un’opera di rilievo, innalzando a livello letterario l’aneddotica romanesca e dando una patente di nobiltà agli scritti sulla capitale, senza mai cadere nel genere dialettale.

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Eventi

L’importanza della lettura, al Festival di Castel Bolognese

Buon successo della seconda edizione del Festival della lettura “Fare Leggere Tutti”, promosso dall’Istituto nazionale per la ricerca e lo studio sull’educazione e la famiglia (Irsef) e dalla Federazione nazionale delle scuole di Danza, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Castel Bolognese e degli Ordini dei giornalisti nazionale e della Emilia-Romagna.
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OG Informazione - a cura dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti
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