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Anno III - Newsletter n° 28 - Luglio - Agosto 2017                                                                                   
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A cura del Gruppo di Lavoro "Iniziative culturali ed editoriali"

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premi
Premi
Premio Ciampi: consegnati i riconoscimenti

Consegnati ai vincitori i riconoscimenti del Premio giornalistico “Schiena dritta" intitolato al Presidente Emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Alla cerimonia, che si è svolta a Roma in occasione del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, erano presenti, tra gli altri, il direttore di Rainews, Antonio Di Bella e il segretario di Ossigeno Informazione, Giuseppe Mennella.
I premi, consegnati dal presidente Nicola Marini, dal vicepresidente Santino Franchina, dal segretario Paolo Pirovano e dal tesoriere Aurelio Biassoni, sono andati a Floriana Bulfon – Noi, i ragazzi dello zoo di Roma – L’Espresso (carta stampata), Daiana Paoli – Vita sotto scorta – Rainews (Tv) e Maria Cristina Fraddosio – All’ombra del caporalato – Repubblica.it (web).


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premiati








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Professione

L’Agcom: il giornalismo scivola verso il precariato

Dall’analisi dell’Osservatorio Agcom sul giornalismo “emerge chiaramente un netto scivolamento della professione giornalistica verso la precarizzazione, un gap evidente di genere– sia negli aspetti puramente remunerativi, sia nell’avanzamento di carriera – e la presenza di forti barriere all’ingresso per le nuove generazioni”.
E’ l’allarme lanciato dal presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, nel discorso di presentazione della Relazione annuale al Parlamento. Ci sono eno investimenti e si registra «non solo una contrazione, ma anche un peggioramento, dell'occupazione. La crisi dei quotidiani e dei periodici che hanno registrato un perdita complessiva dei ricavi negli ultimi cinque anni del 24%, «ha comportato una riduzione degli investimenti e non solo una contrazione, ma anche un peggioramento dell’occupazione».

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Scuole
Giornalisti in classe: oltre 17.000 gli studenti coinvolti

239 istituti, 908 classi e 17.386 studenti: sono, in sintesi, i dati della prima fase del Protocollo di intesa sottoscritto dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti e dal Miur, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Scopo dell’accordo coinvolgere gli studenti, soprattutto gli iscritti all'ultimo anno delle superiori, orientati a scegliere l'articolo di giornale quale prova di italiano all'esame di maturità.
Il progetto è stato ideato dalla Commissione Cultura del CNOG, presieduta da Alberto Lazzarini, che lo ha organizzato in questi anni.
Dopo un triennio di prova, lo scorso anno è stata firmata la seconda edizione del Protocollo In particolare, l'accordo prevede l'istituzionalizzazione dell'ingresso dei giornalisti nelle ultime classi delle superiori.

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Uffici Stampa
Uffici stampa PA, quale futuro?


Uffici stampa nelle pubbliche amministrazioni, questi (s)conosciuti. Eppure, a saperla utilizzare (bene), l’informazione potrebbe assumere un ruolo fondamentale di interfaccia tra la parte politica e il cittadino. Appunto, potrebbe.
A cercare di dar voce a questo settore in continua evoluzione operativa (ma non normativa), ci ha pensato il Gruppo di Lavoro Uffici Stampa del Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti (CNOG), coordinato dal tesoriere nazionale Aurelio Biassoni, che è partito da due punti cardine per il settore pubblico: la riforma della legge 150 del 2000, che regola le attività di comunicazione e informazione della pubblica amministrazione, e la firma del cosiddetto «bando virtuoso» degli uffici stampa nei Comuni, una «bussola» per aiutare le pubbliche amministrazioni locali a orientarsi nella stesura dei bandi per l'assunzione di addetti stampa. Con la consapevolezza che la comunicazione è strumento indispensabile per sviluppare e consolidare le relazioni coi cittadini, e che, nel processo di potenziamento e armonizzazione dei flussi di informazione, è sempre più decisivo il ruolo degli uffici stampa.

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 agcom









concorso
Privacy
La scomparsa di Stefano Rodotà. L’Italia deve a lui quasi tutto del diritto fondamentale alla protezione dei dati personali

“La morte di Stefano Rodotà – proprio nel ventennale della Legge sulla privacy da lui fortemente voluta – è una perdita incolmabile, in particolare per l’Autorità che egli per primo ha presieduto e per la quale continua a rappresentare un punto di riferimento insostituibile”, così Antonello Soro (Presidente dell’Autorità garante per la privacy) ha commentato la scomparsa dell’illustre giurista, all’età di 84 anni, il 23 giugno scorso. “Il nostro Paese – e non solo – deve a lui molto, quasi tutto, di quel diritto fondamentale alla protezione dei dati personali, che – ha poi spiegato Soro – rappresenta sempre di più la garanzia di libertà nella società digitale”.
Rodotà era nato a Cosenza, ma si era trasferito a Roma durante gli anni dell’università, vivendovi gran parte della sua vita. Considerato già un importante giurista negli anni Settanta del secolo scorso, nel 1979 fu eletto alla Camera dei Deputati come indipendente, nelle liste del Partito Comunista Italiano. Fu successivamente rieletto deputato nel 1983, nel 1987 e nel 1992.


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rodotà









Professione
Giornalismo sempre più freelance?

Come stanno cambiando le professioni della comunicazione? Quali opportunità si aprono per i giovani che scelgono questa carriera? Come evitare i principali errori per chi intende inserirsi in questo ambito lavorativo?
Il libro bianco su “Le professioni della comunicazione 2017” (FrancoAngeli), a cura dei professori Ruggero Eugeni e Nicoletta Vittadini dell’Università Cattolica (Milano), coglie i cambiamenti in atto all’interno di questo mondo. Le nuove figure e le nuove competenze, richieste dal mercato del lavoro nel settore dei media e della comunicazione, sono focalizzate e analizzate in dettaglio.
Il libro, frutto di ricerche e interventi di professionisti, aziende e associazioni del settore, è stato coordinato da Almed (Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo) dell’Università Cattolica; il suo obiettivo è di offrire uno strumento di orientamento efficace e aggiornato per studenti, professionisti e formatori, impegnati in questo ambito.

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crusca









editoria
Sport
La morte misteriosa di un ciclista da leggenda

I francesi, che amano 'adottare' i grandi campioni stranieri,  lo chiamavano "Botescia', con l'accento sull'ultima, un po' come si usava  con Fausto Coppi soprannominato "Fosto'". Era un modo per far capire che nella forza di quei giganti c'era qualcosa della Francia, una bandierina di 'grandeur' che aggiungeva nobiltà ‎sia al Tour sia ai protagonisti.
Non erano tempi facili, neanche per andare in bicicletta. Adesso si gioca sui decimi di secondo, si vince al fotofinish. Un dettaglio fa la differenza.
Ma allora, quando Ottavio Bottecchia vinse due volte (1924 e '25‎) il Tour de France, i distacchi erano enormi. Roba da far paura. Quarti d'ora come se piovesse, corridori che si perdevano cadendo nei fossi, forature a ripetizione. Che voleva dire fermarsi, rattoppare il buco e ripartire con una bicicletta pesante come un carico di piombo. Solo che su quei trabiccoli in tappe lunghe anche 400 km, il traguardo non arrivava mai.  
Diciamo che la selezione non era solo tecnica. Bisognava resistere al caldo e al freddo, alla fatica, alla solitudine. Se poi eri anche bravo a pedalare, ecco che allora  potevi  avere delle buone chances.

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bottecchia







libro
Il Libro
IL CREPUSCOLO DEI MEDIA Informazione, tecnologia e mercato

Tra i grandi cambiamenti guidati dalle nuove tecnologie, quello che investe i media – scrive Vittorio Meloni, nell’introduzione – è uno dei più profondi e dalle vaste implicazioni. Da generazioni, le nostre vite individuali e collettive sono scandite dal ritmo di un mondo che giornali, radio e tv interpretano, secondo uno schema che ci è familiare, ma che non sarà più tale. Perché stiamo entrando in un’era nuova e piena di opportunità che affida a ciascun individuo il potere di partecipare direttamente alla formazione di notizie e opinioni. Ma questa è forse solo la faccia di una medaglia – precisa Meloni – il cui rovescio rivela lati meno promettenti, come la pseudoinformazione e la post-verità, la perdita di contatto con la propria comunità, la distrazione continua dalle priorità che danno senso e identità. Nuovi protagonisti digitali assumono la leadership dell’informazione, della comunicazione, della pubblicità, influenzando le nostre scelte, in fatto di consumi, valori, consenso. M

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