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Anno II - Newsletter n° 8 - Febbraio 2015 facebook.jpgtwitter.jpgyoutube.jpggoogleplus.jpg
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A cura del Gruppo di Lavoro "Iniziative culturali ed editoriali"
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L'editoriale
Libertà di stampa, l'Italia è in "zona retrocessione" 

Nell’annuale classifica della libertà di stampa l’Italia ha perso 24 posizioni: nel 2014 il nostro Paese è infatti sceso al 73esimo posto. Il motivo non risiede solo nelle violenze contro i cronisti. Nel rapporto, redatto da “Reporter senza frontiere”, si legge che le cause di diffamazione “ingiustificate” nei confronti dei giornalisti, nei primi dieci mesi del 2014 sono state 129; nell’intero anno solare precedente il numero era fermo a 84. E’, questa, una forma di censura, a volte addirittura preventiva.

La libertà di stampa non viene quindi garantita esclusivamente dalla capacità del giornalista di rimanere “autonomo” rispetto ai “poteri forti” ma anche da una normativa sulla diffamazione che non sia intimidatoria. Sia chiaro, i “diffamatori di professione” vanno denunciati e puniti. E’ altrettanto vero che i colleghi deontologicamente corretti, quelli quotidianamente pressati da gravi intimidazioni, nel progetto di legge all’esame della Camera non vengono tutelati.

Certo, per non incorrere in altre multe della Corte europea dei Diritti dell’Uomo non è previsto il carcere per la diffamazione a mezzo stampa. Ma la censura può essere  esercitata con misure altrettanto efficaci, prima tra tutte la sanzione, che può arrivare a diecimila euro in caso di errore: l’equivalente del compenso di mille articoli per migliaia di colleghi. La libertà di stampa viene insomma uccisa non solo quando si approvano leggi con l’intento di abbassare il volume delle voci scomode, ma anche ogni volta in cui la paura di un collega riesce a soffocare il diritto dei cittadini ad essere informati.

Paolo Pirovano
(Segretario CNOG)

 
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Leggi e sentenze
Pubblicazione di intercettazioni telefoniche coperte da segreto: responsabilità è dello Stato che non impedisce la fuga di notizie

Gli Stati sono tenuti ad adottare adeguate misure per garantire una sicura custodia delle intercettazioni telefoniche depositate in un fascicolo processuale. In caso contrario, è certa una violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che assicura il diritto al rispetto della vita privata e familiare.
Se si realizza una pubblicazione sugli organi di stampa di stralci di intercettazioni, attinte da un fascicolo e coperte da segreto, la responsabilità è dello Stato che non adotta misure per garantire la segretezza dei fascicoli e per impedire fughe di notizie. Lo ha chiarito la Corte europea dei diritti dell’uomo nella sentenza depositata il 3 febbraio 2014 (Apostu contro Romania).

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Il Belpaese
Informazione, Italia tra i Paesi meno liberi

Per la libertà di stampa l’Italia è precipitata al 73/o posto nella classifica annuale di Reporters sans Frontières (RSF), soprattutto a causa di aggressioni della mafia a giornalisti e del moltiplicarsi dei processi per diffamazione.
RSF, con base a Parigi, che da anni pubblica in gennaio il suo rapporto sullo stato della libertà di stampa nel mondo, sanziona l'Italia, che finisce fra i paesi a rischio. La situazione - per RSF - è peggiore di quella dei paesi africani o asiatici, per anni considerati fra i meno liberi. E al 73/o posto arriva ex-aequo con il Nicaragua.
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icona-palazzo.jpgEventi I giornalisti Eroi della Grande Guerra e la storia della lapide che li ricorda (Prima parte)

La ricorrenza del primo Centenario della Grande Guerra è l’occasione per ricordare il sacrificio di una giovane generazione di giornalisti caduti al fronte tra il 1915 e il 1918. Fino al 1924 se ne conoscevano appena 46, riportati nel libro di Arturo Lancellotti "Giornalismo eroico".
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Rassegna stampa
Quando i giornalisti fanno la storia

Qual è stato il ruolo dei giornalisti nella storia italiana? Un ruolo di primo attore o di comprimario? Di mattatore o di “capo claque”? E nello svolgersi delle tappe più importanti come si sono comportati i grandi cronisti?
Ultima domanda. E adesso che la nostra barchetta – quella dell’editoria – traballa per i colpi della crisi e della rivoluzione digitale, come siamo messi? Contiamo qualcosa o siamo solo dei sopravvissuti a un mondo che non c’è più? 
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Eventi 

Roma ricorda il giornalista e partigiano milanese Eugenio Colorni

Nuova lapide, in via Livorno 20, a Roma in memoria del giornalista milanese di origine ebrea Eugenio Colorni, patriota ed Eroe della Resistenza; qui fu ridotto in fin di vita il 28 maggio 1944 da una pattuglia di militi fascisti della banda Koch e due giorni dopo morì a 35 anni all'ospedale San Giovanni di Roma. E' stata posta il 24 settembre 2014 dall'Assessore alla Cultura del Comune di Roma Giovanna Marinelli, dal Presidente della "Fondazione Buozzi" Giorgio Benvenuto, dal Presidente della "Fondazione Nenni" Giuseppe Tamburrano e dal Presidente dell'ANPI di Roma Ernesto Nassi.
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Leggi e sentenze
I minori e la stampa, una tutela "in divenire"

All’inizio sono stati considerati quasi “cose”, poi una forza-lavoro da regolare, quindi soggetti deboli da proteggere, infine, e solo da poco, portatori di diritti.
E’ stata lunga, difficile, mutevole, la storia italiana dei soggetti umani che non hanno ancora raggiunto l’età dell’autonomia nell’intendere e nel volere e pertanto definiti “minorenni,” con un termine che sa tanto di sottospecie nel contesto sociale.
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Sullo scaffale
Il “Territorio comanche” del reporter di guerra

Con il romanzo autobiografico “Territorio comanche” del 1994, lo scrittore spagnolo Arturo Pérez-Reverte ha dato l’addio alla professione di reporter di guerra, esercitata per più di vent’anni in tutti i punti caldi del mondo, prima di dedicarsi definitivamente a una fortunata attività di romanziere (“Il club Dumas”, “Il maestro di scherma”, “La tavola fiamminga” e “Il cecchino paziente” del 2014).
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icona-typewriter.jpgCronache della Storia Frammenti di storia del giornalismo

1863
Il “Petit Journal”, al prezzo
di 5 centesimi di franco


Nel 1863, in Francia, Moïse Polydore Millaud lancia il “Petit Journal”. La formula: basso prezzo di vendita (5 centesimi), buona raccolta di pubblicità, contenuti “apolitici” e comprensibile a tutti. Al successo concorrono la vendita per strada, in uso negli Stati Uniti fin dal 1830; la raccolta pubblicitaria senza intermediari; i contenuti: è il primo giornale a puntare tutto su delitti e incidenti, con scrittura a forti tinte. E qui Ponson du Terrail, che sa creare inesauribili intrighi nei suoi racconti, pubblica le avventure di Rocambole, personaggio chiave di più di venti romanzi d’appendice.
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